mercoledì 8 settembre 2010

XX SETTEMBRE: LAICITA' INCOMPIUTA E VOGLIE DI REVISIONISMO

XX SETTEMBRE: LAICITA' INCOMPIUTA E VOGLIE DI REVISIONISMO
Sabato 11 settembre, alle ore 22.00,
presso l' "Esaforum / Piazza delle Associazioni"
della Festa dell'Unità di Bologna (Parco Nord)
il circolo UAAR di Bologna organizza l’incontro

XX SETTEMBRE:
LAICITA' INCOMPIUTA E VOGLIE DI REVISIONISMO
A 140 ANNI DALLA VERA UNITA' D'ITALIA

Partecipano

On. Franco Grillini
consigliere regionale Emilia-Romagna, presidente onorario Arcigay

Maurizio Cecconi
portavoce Rete Laica Bologna

Sergio Ribet
pastore della Chiesa Metodista Valdese di Bologna

Roberto Grendene
coordinatore del circolo UAAR di Bologna

martedì 7 settembre 2010

Comune di Roma commemora Porta Pia chiedendo parere e modalità al Vaticano

da radicali.it
Rovasio: Comune di Roma commemora Porta Pia chiedendo parere e modalità al Vaticano

Dopo gli zuavi pontifici quest’anno sara’ la volta del ricordo del papa re? Radicali, liberali, anticlericali, laici faranno la vera commemorazione il XX settembre 2010.


Dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti:


Quasi due anni fa, il 20 settembre 2008, il Comune di Roma, in occasione della commemorazione della presa di Porta Pia, ebbe la geniale idea di commemorare (a nostre spese) i 19 zuavi pontifici, per lo più mercenari al soldo del Papa Re, anziché l’eroica impresa di 49 bersaglieri caduti per liberare la città di Roma per farla diventare capitale dell’Italia.

Lo scorso anno, il 20 settembre 2009, fu impedito ai radicali di svolgere una marcia per ricordare i luoghi della liberazione di Roma dallo Stato pontificio e fu permesso soltanto di svolgere l’annuale commemorazione a Porta Pia.

Quest’anno, la commemorazione del 140° anno della liberazione di Roma ha superato ogni incredibile fantasia diplomatico-istituzionale di asservimento al potere clericale del Vaticano: il Comune di Roma, secondo fonti giornalistiche, avrebbe chiesto il parere al Vaticano su quali sarebbero stati gli storici graditi e quali no per lo svolgimento dei diversi eventi promossi per le commemorazioni garantendo che gli stessi si sarebbero svolti senza la partecipazione di forze anticlericali e antivaticane. Ci viene il sospetto che quest'anno vogliano commemorare il Papa Re, responsabile di atti e azioni gravissime contro la popolazione romana durante il suo regno.

Possiamo preannunciare sin d’ora che al più presto ci organizzeremo con tutte le realtà radicali, liberali, repubblicane, laiche, libertarie, anticlericali, per fare il prossimo XX Settembre una commemorazione adeguata a ricordare i 140 anni della Breccia di Porta Pia, senza chiedere pareri a Stati esteri, tanto meno a Stati teocratici che vivono di impunità e privilegi, e per onorare la memoria degli eroi del Risorgimento italiano.

martedì 3 agosto 2010

I 150 anni dell’Unità d’Italia. Difendete Porta Pia dal clericalismo

I 150 anni dell’Unità d’Italia. Difendete Porta Pia dal clericalismo
Massimo Teodori
Corriere della sera 31/7/2010

Caro direttore, avremo dunque per il 20 Settembre un anniversario di Porta Pia in salsa clericale? Questo sembra riservarci il sindaco di Roma: «La ricorrenza sarà ricordata con una ricca scaletta di incontri totalmente graditi alla Santa Sede e al segretario di Stato, il cardinale Bertone, il quale in sintonia con il sindaco di Roma Alemanno ha dato il suo placet alle celebrazioni che dal 18 al 20 settembre vedranno coinvolti il Quirinale, il Campidoglio e il Vaticano. Gli uomini del Papa avrebbero imposto al sindaco di Roma, che li ha accolti, veti d'ogni tipo verso gli «storici sgraditi», arrivando al grottesco di correggere il titolo di un convegno «Pio IX, il Papa Re» proposto dal cattolico tradizionalista Marcello Veneziani. Se tali notizie fossero vere, ci troveremmo di fronte a un insulto culturale e storico contro la società e le istituzioni italiane, proprio nell'anno di Cavour e dell'Unità d'Italia. Stravolgere il significato di Porta Pia è un delitto intellettuale che può essere compiuto solo da chi fa uso strumentale della Storia. Non rivendico qui la tradizione anticlericale che pure ebbe una ragion d'essere di fronte allo Stato pontificio nemico dell'Unità d'Italia, e continua ad avere senso verso coloro che ripropongono i moduli di sovrapposizione del potere clericale alle istituzioni civili, come nel caso della politica del cardinal Ruini. Il punto è un altro: il significato autentico del 20 Settembre appartiene alla nostra storia, specialmente ai suoi momenti più alti. Porta Pia significa per gli italiani l'unità spirituale, politica e territoriale. Quell'Italia ha voluto dire lo Stato laico fondato sul principio cavouriano separatista «Libera Chiesa in libero Stato». Tra il 1870 e il 1922 si è consolidata in senso liberale la nazione restituendo la libertà anche al cattolici sollevati dal fardello del potere temporale. Sarebbe grave, ad esempio, se Roma dimenticasse uno dei suoi migliori protagonisti, il sindaco Ernesto Nathan che gettò le basi moderne della capitale. Ma la Roma di Porta Pia come simbolo non adulterato va preservato non soltanto per i liberali e i democratici, ma anche nel ricordo di un grande cattolico come De Gasperi che rifiutò l'operazione Sturzo di stampo clerico-fascista, e perciò non fu più ricevuto da Pio XII a cui indirizzò un'orgogliosa lettera rivendicando la piena autonomia istituzionale. E’ questo un episodio che i governanti locali e nazionali dovrebbero meditare. Attendiamo perciò che il sindaco Alemanno renda noto a quali mani ha affidato le celebrazioni di Porta Pia, con quali criteri storici e culturali, e quali inclusioni o esclusioni ha messo in atto, e su suggerimento di chi. Così si dovrebbe fare in una democrazia occidentale.

domenica 1 agosto 2010

No agli storici sgraditi, via gli anticlericali e il Vaticano vince la battaglia di Porta. Pia

No agli storici sgraditi, via gli anticlericali e il Vaticano vince la battaglia di Porta. Pia

Orazio La Rocca - La Repubblica, il 27/07/10

Celebrare i 140 anni della presa di Porta Pia con un programma di eventi senza venature anticlericali e antivaticane, e senza elementi polemici non graditi Oltretevere. Sarà questo, dopo una lunga trattativa con il comune di Roma, lo spirito dell'anniversario della Breccia del 20 settembre prossimo; gli uomini del Papa hanno voluto che venisse impostato all'insegna della cultura, della storia, del dialogo, ma senza riferimenti all'attualità. La ricorrenza sarà ricordata con una ricca scaletta di incontri (convegni, manifestazioni pubbliche, confronti tra storici) totalmente graditi, nella scelta dei titoli e dei relatori, alla Santa Sede e al segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, il quale- in sintonia col sindaco di Roma Gianni Alemanno - ha dato nei giorni scorsi il suo placet alle celebrazioni che dal 18 al 20 settembre vedranno coinvolti il Quirinale, il Campidoglio e il Vaticano. Secondo quanto filtra dai Palazzi vaticani, sarebbe stato il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano - sarà presente alla giornata clou davanti a Porta Pia - a "suggerire" al Campidoglio di arrivare a una commemorazione "condivisa" con la Santa Sede per non trasformare la festa del 140esimo anniversario della Breccia in un raduno simile all'annuale incontro che i radicali di Marco Pannella ogni 20 settembre indicono davanti alla stessa Porta Pia per celebrare la caduta dello Stato Pontificio e la fine del potere temporale del Papa. Il Quirinale - a quanto sembra non ha dovuto faticare molto per convincere il Campidoglio ad accettare i desiderata vaticani fin dalla formazione del comitato organizzatore, nel quale la Santa Sede ha nominato l'arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura. Non tutto è filato liscio. Sono stati necessari, infatti, quasi 10 mesi di lavoro, con numerosi incontri in Vaticano, presenti Alemanno e Bertone, per arrivare ad un programma pienamente condiviso per il quale solo alcuni giorni fa il Segretario di Stato si è detto "pienamente d'accordo", facendo capire che il 20 settembre potrebbe essere persino presente davanti a Porta Pia accanto al presidente Napolitano. Per la diplomazia capitolina un indubbio successo costato però alcune dolorose rinunce come la cancellazione nel comitato organizzatore di uno storico proposto dal Campidoglio, ma non gradito al Vaticano perché giudicato troppo vicino alle posizioni dell'estrema destra. Nessun problema, invece, per gli altri due nomi in aggiunta a Ravasi proposti dal Vaticano, lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, e la professoressa Micol Forti dei Musei Vaticani. Meno fortunato, invece, è stato Marcello Veneziani, giornalista e scrittore notoriamente vicino alla destra, che si è visto bocciare dalla Segreteria di Stato della Santa Sede (e quindi dal cardinale Bertone) il titolo di un convegno da lui proposto per la giornata di apertura del 18 settembre in Campidoglio. Nella intestazione della bozza Veneziani, nella sua veste di coordinatore del convegno, aveva scritto "Pio IX, il Papa Re", bocciato dal Vaticano perché "troppo provocatorio". Titolo, poi, cambiato in un più accomodante "Pio IX e la città di Roma", benedetto senza problemi da Bertone, il quale se interverrà, alle celebrazioni (ha assicurato che informerà ufficialmente il Campidoglio entro agosto) non sarà comunque il primo segretario di Stato della Santa Sede a commemorare la Breccia di Porta Pia. «E' stato preceduto nel centenario del 1970 dall'allora cardinale vicario Angelo Dell'Acqua», ricorda il teologo Gianni Gennari, editorialista del quotidiano cattolico Avvenire, che è stato anche testimone diretto di quell'evento nel quale, specifica, «per la prima volta un delegato papale definì la caduta del potere temporale come un segno benevolo della Divina Provvidenza per la Chiesa». «Ero nell'ufficio del cardinale - racconta Gennari - quando arrivò la telefonata di Paolo VI che gli chiese di andare a celebrare la Messa a Porta Pia il 20 settembre 1970. Dell'Acqua in un primo momento titubò, non capì. Ma poi non ebbe esitazioni, obbedì, andò e celebrò».

sabato 31 luglio 2010

Fare breccia

Fare breccia

ngiolo Bandinelli - Il Foglio - 29/07/10

Poco di buono, sul fronte delle iniziative ufficiali per i centocinquanta anni dell'Unità d'Italia. Avremo celebrazioni malcongegnate se non contraddittorie, frutto di compromessi, un fastidio più che un grande appuntamento nazionale. Saranno inevitabilmente vistose soprattutto le assenze, le dimenticanze, le omissioni. Diciamolo pure: gli equivoci, in un mix indigeribile, se non addirittura pericoloso. Leggo infatti sui giornali, mentre sto lavorando sul tema del federalismo antiunitario della Lega e di Bossi, che in sedi ufficiali si sta studiando un programma celebrativo della presa di Porta Pia da realizzare per il 20 settembre prossimo: 140 anni sono una data non particolarmente significativa, come sono invece i 150 anni dell'Unità nazionale. Nell'ambito della celebrazione del processo unitario la commemorazione del 20 settembre, che di quel processo può ben dirsi la data conclusiva, ci starebbe bene; spuntata così, come un fungo fuori stagione, la faccenda desta più di un sospetto. Mollo il federalismo (ma ci ritornerò) e mi butto sulla notizia, che ha dello straordinario. L'organizzazione dell'evento, apprendo, è stata concordata tra il Segretario di stato vaticano, cardinal Tarcisio Bertone, e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Stupisce in primo luogo l'imponenza del programma dei festeggiamenti: tre giorni, dal 18 al 20 settembre. "La ricorrenza - dice l'informazione giornalistica - sarà ricordata con una ricca scaletta di incontri (convegni, manifestazioni pubbliche, confronti tra storici)". I quali però - ahi ahi - dovranno essere "totalmente graditi, nella scelta dei titoli e dei relatori, alla Santa Sede e al Segretario di stato". "Secondo quanto filtra dai Palazzi Vaticani - prosegue la notizia - sarebbe stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a 'suggerire' al Campidoglio di arrivare a una commemorazione 'condivisa' con la Santa Sede". Nel tira e molla delle trattative durate - pare - quasi dieci mesi, il Campidoglio ha così dovuto subire "dolorose rinunce, come la cancellazione dal comitato organizzatore di uno storico non gradito al Vaticano". Dovrebbe trattarsi di Marcello Veneziani, "che si è visto bocciare dalla Segreteria di stato della Santa Sede (e quindi dal cardinal Bertone) il titolo di un convegno da lui proposto: 'Pio IX, il Papa Re"'. Una volta tanto, da laici, non possiamo che approvare il rifiuto dei cardinal Bertone per un tema da lui stesso giudicato "provocatorio". Nessun problema è stato invece sollevato per le altre personalità cui è affidato l'evento: l'arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, e la professoressa Micol Forti, dei Musei Vaticani. La manifestazione dei radicali, con queste premesse, questi condizionamenti, questi divieti, non è chiaro su quali basi, con quali contenuti e fini l'impegnativo anniversario potrà essere celebrato. "Gli uomini del Papa sottolinea il giornale - hanno voluto che venisse impostato all'insegna della cultura, della storia, del dialogo, ma senza riferimenti all'attualità". Non è credibile: l'anticipazione e la separazione dalle celebrazioni unitarie non può non rivestire un significato ben preciso, un ben preciso riferimento all'attualità dei rapporti tra Vaticano e società italiana. Dulcis in fundo: un'altra informazione giornalistica anticipa che sull'onda del grande successo delle "notti bianche" culturali di questa estate, la nuova sovrintendente per il polo museale romano, Rossella Vodret, vuole organizzare una "notte bianca" anche per il 20 settembre, ovviamente "per festeggiare il compleanno di Roma capitale". Divertente: pare che la celebrazione sia stata concordata nelle forme annunciate "per non trasformare la festa del 140° anniversario della breccia in un raduno simile all'annuale incontro che i radicali di Marco Pannella ogni 20 settembre indicono davanti alla stessa Porta Pia". La notizia è incompleta e reticente. Ricordo bene come nei primi anni Sessanta toccò a noi radicali rimettere a lucido la ricorrenza, con manifestazioni che, almeno le prime volte, si concludevano con qualche manganellata poliziesca agli oratori e ai pochi e sparuti presenti riuniti, quasi da congiurati, per deporre una modesta corona di alloro davanti alla breccia. Con il passare degli anni gli ostacoli polizieschi vennero meno, e noi radicali riuscimmo anche a dare un senso nuovo alla data quando organizzammo le nostre marce contro la fame nel mondo, che avevano inizio da Porta Pia, appunto, e si concludevano in piazza San Pietro, simbolicamente allacciando stato e chiesa nella lotta per il diritto alla vita dei diseredati del mondo. Difficile pensare che quest'anno i radicali rinuncino alla loro manifestazione per lasciare il palco delle commemorazioni al sindaco Alemanno o a un rappresentante del Vaticano.

lunedì 28 dicembre 2009

"Il 20 settembre giorno della riconciliazione"

"Il 20 settembre giorno della riconciliazione"

Il Messaggero del 27 dicembre 2009

Claudio Marincola

Intervistato da Radio Vaticana alla vigilia di Natale Gianni Alemanno definisce il 2010 «l`anno del dialogo». Profilo istituzionale ma anche di fervente cattolico, il sindaco ha un progetto ambizioso: ricucire lo strappo aperto nel 1870 dai Bersaglieri con la Breccia di Porta Pia. Passaggio storico e controverso: da capitale dello Stato ecclesiastico Roma si trasformò nella capitale di uno Stato laico, mantenendo però le funzioni di centro della maggiore istituzione religiosa. E fu cambiamento epocale. Ora c`è un altro cambiamento in vista. Roma avrà finalmente i poteri speciali, per l`esattezza il 20 settembre del 2010 quando verranno celebrati i 140 anni da Capitale. Una doppia celebrazione: «Vorremmo che quel momento avesse anche il sapore della riconciliazione, abbiamo invitato Santa Sede e Capo dello Stato». Sin dal 1847 la Roma papalina, grazie a Pio IX godeva di poteri amministrativi e di autonoma capacità fiscale e impositiva. Ma il 20 settembre è sempre stata una data "scomoda". «Una bella data - ha iniziato il processo di revisione Alemanno - se tutto va bene avremo in prima lettura al consiglio dei ministri i decreti delegati che attuano i poteri speciali di Roma capitale che saranno poi approvati definitivamente a settembre». L`invito alla Santa Sede segue un percorso che il primo cittadino ha imboccato da tempo. Non solo i pellegrinaggi privati a Lourdes o a Betlemme e le processioni al Divino Amore. Ma relazioni sempre più strette. Sul piano della rilettura storica c`è un precedente: lo scorso 20 settembre il delegato del sindaco alla Memoria, l`ex generale dei Granatieri Antonino Torre citò uno per uno i nomi dei 16 zuavi dell`esercito pontificio caduti a Porta Pia. E anche in questo caso fu polemica. «Ricordiamoci sempre come è avvenuta la Breccia - ha messo a fuoco quel momento Alemanno -: ci fu attrito, scontro con lo Stato laico che nasceva. Ovviamente queste cose sono state ampiamente superate ma ci piace che in quel momento ci sia visibilmente concordia tra la Roma civile e la Roma religiosa». E ancora: «Roma deve essere consapevole della propria identità, la presenza del Vaticano è il fatto più profondo che esiste in questa città». Il 17 gennaio Benedetto XVI visiterà la Sinagoga, il 21 aprile all`Ara Pacis il Campidoglio ha organizzato «con pazienza» un evento di pace: l`incontro tra Abu Mazen, Shimon Peres e altri capi di Stato del Mediterraneo. «Non sarà "politico" - ha assicurato Alemanno -, noi non siamo diplomatici ma un momento di dilago per dare un segnale». Altro momento importante del nuovo anno sarà il Sinodo del Medio Oriente. Il primo cittadino ha invitato papa Ratzinger al concerto che si terrà in Campidoglio, «nel cuore della Roma civile», il 29 giugno festa di San Pietro e Paolo. Critici i Radicali, per i quali l`invito alla Santa Sede «non è opportuno». «Il 20 settembre sostiene Massimiliano lervolino, membro della direzione nazionale - festeggiamo ogni anno la liberazione dal potere temporale della Chiesa perché continuiamo a pensare che anche oggi la politica della Santa Sede su tutti i temi eticamente sensibili continui a influenzare fortemente i due schieramenti. Vorremmo sapere se Alemanno pensa di invitare anche esponenti di altre confessioni religiose».

domenica 27 dicembre 2009

ROMA CAPITALE: ALEMANNO, PER 140 ANNI CERIMONIA CON PAPA E NAPOLITANO

ROMA CAPITALE: ALEMANNO, PER 140 ANNI CERIMONIA CON PAPA E NAPOLITANO

Roma, 24 dic. - (Adnkronos) - ''Il 20 settembre 2010 saranno i 140 anni di Roma Capitale, e' una bella data e siamo pronti a celebrare questo anniversario al meglio. A gennaio avremo in prima lettura al Consiglio dei ministri i decreti che attuano i poteri speciali di Roma Capitale che saranno poi approvati definitivamente a settembre. E quindi il 20 settembre noi avremo i poteri speciali di Roma Capitale, il Comune di Roma trasformato in ente locale speciale, una riforma che si attendeva da decine di anni. E in quel momento il 20 settembre noi vorremmo fare una celebrazione che abbia il sapore di una riconciliazione''. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in un'intervista a 'Radio Vaticana'.

''Ricordiamoci sempre come e' avvenuta Roma Capitale, la Breccia di Porta Pia, fu un momento di attrito, di scontro tra lo Stato che stava nascendo e la Santa Sede - ha aggiunto - Ovviamente queste cose sono state largamente superate ma ci piace che in quel momento ci sia visibilmente un momento di concordia tra la Roma civile e la Roma religiosa. Abbiamo invitato la Santa Sede a essere presente per le celebrazioni e abbiamo invitato il capo dello Stato''.